Respirazione

Il respiro è un ponte tra il cuore e il cervello, tra la parte profonda, emozionale, e quella cerebrale, razionale, una chiave d’accesso ai labirinti dell’inconscio.

Molteplici sono i fattori psico-emozionali che intervengono nel manifestarsi del respiro: nei momenti di ansia e di paura il respiro diventa superficiale, a volte si blocca quasi. In maniera automatica la respirazione si riduce (ritmo-spazio) e si irrigidisce (forma), la muscolatura si contrae per proteggerci da emozioni che ci farebbero sentire ancora più insicuri. In questo modo la nostra vitalità e capacità di reazione è ridotta al minimo: diveniamo schiavi di emozioni presenti e passate.

Il respiro modifica continuamente i suoi parametri di spazio, ritmo e forma in funzione dello stato emotivo. Così passiamo dal respiro soffocato della paura, al respiro clavicolare ansimante dell’ansia e dello stress, al respiro lungo e profondamente rilassato di chi è innamorato.

L’inspirazione è un fenomeno centripeto, yang, di tensione, di carica; l’espirazione corrisponde a un movimento centrifugo, yin, di distensione, di scarica. Si potrebbe dire che l’inspirazione è simbolicamente correlata all’energia maschile e l’espirazione a quella femminile.

L’atto di sospirare può avere entrambe le valenze:

sospiro centripeto, yang, che produce tensione ed è caratteristico delle persone ansiose o con crisi di panico, il cos“ detto fiato mozzo.

sospiro centrifugo, yin, che produce distensione ed è liberatorio.

Ogni movimento del corpo è governato dalla respirazione. La respirazione comunica attraverso ritmo, spazio e forma il vissuto del soggetto sia esso di amore, di paura, di ansia, di collera, di sessualità o di altra natura.

Il mondo è fatto di dare e avere, di yin e yang in continuo reciproco scambio. Solo chi fa di se stesso uno spazio vuoto è pronto a ricevere.

Ogni relazione si fonda su di uno scambio reciproco. Il dare genera sempre l’avere e viceversa.

L’universo si basa su uno scambio dinamico: il dare e il ricevere rappresentano due aspetti diversi del suo flusso energetico.

La respirazione è il prototipo della comunicazione, non a caso iniziamo l’atto respiratorio proprio alla nascita quando ci mettiamo in rapporto (comunicazione) con il macrocosmo esterno. Anche il macrocosmo respira e vi è una connessione tra il numero dei respiri dell’uomo e l’anno cosmico (un uomo fa in media in un minuto 18 respiri che in 24 ore dà 25.920 respiri, questo stesso numero equivale agli anni necessari al sole per percorrere tutto lo spazio dello zodiaco e ritornare nello stesso punto il giorno dell’equinozio di primavera. Quindi 25.920 anni costituiscono un anno cosmico così come 25.920 respiri costituiscono un giorno di vita umana).

Esistono tre tipi di respirazione:

  • una esterna naso/bocca-trachea-bronchi-alveoli polmonari, il contatto tra l’aria proveniente dal macrocosmo e la propria corporeità avviene a livello degli alveoli polmonari attraverso una superficie di 70 mq;
  • una interna o cellulare che procede attraverso il sangue fino ai tessuti e alle cellule (che come vedremo si esalta con gli esercizi di ritenzione del respiro);
  • una più interna o primaria che dà ritmo ai fluidi e ai tessuti provocando fluttuazione longitudinale dei liquidi e movimento cranio-sacrale a livello tessutale

 

In generale si indica col termine respirazione l’alternarsi delle fasi del respiro: inspirazione ed espirazione. Si tratta di due fasi polari yin yang costituite dalla contrazione dei muscoli respiratori volontari e dal conseguente ritorno elastico dei polmoni e della cassa toracica.

L’inspirazione è controllata dai muscoli respiratori volontari che determinano l’allargamento e l’innalzamento della gabbia toracica, con riduzione della pressione negli alveoli polmonari che di conseguenza aspirano l’aria.

I muscoli inspiratori sono principalmente:

  • il diaframma;
  • i muscoli intercostali esterni;
  • i muscoli sternocleidomastoidei;
  • i muscoli vertebrali.

Nella civiltà occidentale il ruolo del diaframma come muscolo fondamentale e principale è sottovalutato, per cui la respirazione viene attuata in modo superficiale col torace e soprattutto con l’innalzamento delle clavicole, quindi con i muscoli intercostali e con gli sternocleidomastoidei. La respirazione toracica superficiale immette una quantità di aria nei polmoni tre volte inferiore rispetto alla respirazione completa diaframmatica, ciò vuol dire che una respirazione diaframmatica equivale a tre respirazioni toraciche.

I muscoli espiratori svolgono invece una azione passiva dovuta al ritorno elastico del complesso gabbia toracica-polmoni dopo il rilasciamento dei muscoli inspiratori.

La regolazione del ritmo respiratorio avviene nella sostanza reticolare del tronco encefalico.

Si può comunque effettuare un’espirazione forzata con l’intervento dei muscoli espiratori.

I muscoli espiratori sono:

  • i muscoli intercostali interni deputati all’abbassamento delle coste;
  • i muscoli addominali la cui contrazione aumenta la pressione intra-addominale.
  • In realtà come vedremo questi muscoli dovrebbero entrare insieme al diaframma in una respirazione completa, ma abbiamo dimenticato nei secoli il corretto uso della respirazione.

Energia

Tutte le malattie sono determinate da blocchi informativi, cioè da energia che non riesce a fluire. Da qui l’importanza della respirazione.
La memoria cellulare è come un nastro registrato.

Per sciogliere le informazioni memorizzate sul nastro ed integrarle occorre energia. L’ossigeno è la pompa primaria di questa energia.
Il cibo si trasforma in energia attraverso l’utilizzo dell’ossigeno e come la legna ha bisogno dell’ossigeno per mantenere il processo. Il ritmo della combustione è legato alla quantità di ossigeno disponibile.
L’ossigeno è quindi d’estrema importanza in tutti i processi energeticie vitali.
Una carenza di ossigeno genera un accumulo di ossido di carbonio, che favorisce il deposito di grassi sulla parete delle arterie accelerando l’arteriosclerosi.
Uno scambio insufficiente favorisce l’accumulo di biossido di azoto nel sangue, per cui le cellule killer del sistema immunitario diventano meno aggressive, lasciando via libera ai processi infettivi.
E’ alla nascita che l’organismo viene a contatto con l’aria atmosferica, i polmoni si espandono con gran dolore e in pochi istanti cambiano numerose funzioni fisiologiche, tra queste la circolazione sanguigna ed il cuore subiscono profonde trasformazioni.
Il polmone del neonato si espande in pochi istanti e già al primo respiro viene creata la capacità polmonare funzionale residua, che è una riserva costante del polmone. Le variazioni a livello del circolo sanguigno polmonare sono conseguenti alla chiusura di speciali aperture, utili al circolo fetale e non a quello del neonato. Entro un solo minuto dal primo respiro si chiude il foro ovale e dopo circa 30 minuti si restringe il dotto arterioso di Botallo. Questi forami sono indispensabili alla circolazione fetale in cui i polmoni sono inerti, ma con il primo respiro la circolazione fetale da destra a sinistra gradualmente si inverte. Da tutto questo si deduce che il primo respiro è per il neonato l’esperienza più traumatica della sua vita: è la “madre di tutte le emozioni”. Ogni emozione quindi che non si riesce a vivere nel corpo durante la vita si trasformerà in una alterazione di spazio, ritmo e forma respiratoria.
Per rimuovere quindi i blocchi informativi causa di squilibrio o di malattia è fondamentale riappropriarsi del respiro che permette di equilibrare prana ed apana, cioè le energie che scorrono lungo il midollo.
Nelle cellule organiche la bioenergia viene prodotta dal loro ritmo di respirazione, cioè dal ritmo della loro estensione e della loro contrazione. Tramite questo ritmo il nostro organismo emette un campo bioenergetico dotato di caratteristiche elettromagnetiche.

Per approfondimenti:

Leggi il libro Lavaggio Emozionale REM